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3. LA CULLA DI GIUDA: recensioni e commenti

novembre 19, 2013   Pubblicato da: Alessandro Vizzino

GIUDA: Recensione di Silvio Bonisolo

Recensione de La culla di Giuda, a cura di Silvio Bonisolo.

Recensione

A Valentino Mastro, ex poliziotto titolare di un’agenzia d’investigazioni private, viene affidato un insolito incarico: ritrovare una serie di strumenti medievali di tortura, trafugati da un museo diretto da una donna facoltosa quanto seducente. Ben presto, però, l’ affaire si rivela ben più complicato e sinistro di quanto si potesse inizialmente supporre. Ai successivi macabri ritrovamenti dei terrificanti ammennicoli, fa da contrappunto la scomparsa di un alto esponente delle gerarchie vaticane, il cui destino appare da subito segnato. Seguendo indizi frammentari ed erronee intuizioni, il nostro protagonista, assieme ai suoi collaboratori, batte attraverso mezza Europa una pista costellata di arcani simboli massonici e tenebrose reminiscenze della Santa Inquisizione, sulla quale fa da sfondo l’inquietante eredità spirituale di Giuseppe Balsamo, Conte di Cagliostro. Una disperata corsa contro il tempo porterà Valentino Mastro fino a Venezia dove, accortosi dell’ennesimo errore commesso, finalmente gli si dischiuderà l’inimmaginabile soluzione dell’enigma.

Dopo il pluripremiato masterpièce SIN, Alessandro Vizzino, scrittore talentuoso e temerario editore, ripropone la sua istintiva inclinazione per il thriller con questo divertissement da leggere tutto d’un fiato, nel quale la scioltezza della narrazione e dell’intreccio lasciano intuire un cospicuo ma non invadente lavoro propedeutico di ricerca storica. Il risultato, piacevole e ricreativo, è una storia ben congegnata che coinvolge “in crescendo” pagina dopo pagina, fino al sorprendente finale.

(Silvio Bonisolo)

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aprile 24, 2013   Pubblicato da: Alessandro Vizzino

Antonella Rossi su La culla di Giuda

Antonella Rossi, 24 Aprile 2013

Un romanzo incalzante, ben congegnato, dal ritmo sostenuto. Parla di storia, inquisizione, massoneria, strumenti trafugati, mistero e del suo autore. Alessandro Vizzino, già ampiamente noto e apprezzato in SIN e in La vicenda del cantastorie afono, all’interno della raccolta Crisalide, padroneggia uno stile eclettico, semplice e al tempo stesso raffinato. Capace di accostare il Sacro al profano, colpisce la sua abilità nell’esprimere emozioni empatico/emotive, al pari degli aspetti cinico/violenti. Questo romanzo, incastonato all’interno di una cornice multiforme, fornisce al lettore informazioni storiche, raccontando con perizia di particolari città italiane, in particolare Venezia, ed europee, quasi che il lettore possa vivere la sensazione di transitarvici dentro. Ne La culla di Giuda l’autore crea un intreccio, ben strutturato e mai banale, che tiene il lettore col fiato sospeso sino alla fine. In grado di incuriosire, interessare e soddisfare il lettore più esigente, non stupisce che il testo abbia ottenuto numerosi riconoscimenti importanti. È un romanzo che presentandosi come un poliziesco, in effetti racchiude in sé caratteristiche narrative storico complesse, tanto da poter essere definito un piccolo capolavoro letterario.

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aprile 22, 2013   Pubblicato da: Alessandro Vizzino

Bruno Biondi su La culla di Giuda

Bruno Biondi, 22 Aprile 2013

Ho letto l’opera e la trovo, veramente, entusiasmante. Non parlo solo della trama, perchè non si può raccontare un giallo, ma del suo contenuto interessante e nuovo, fresco e piacevole, sempre veloce, non si sofferma troppo su quei particolari che spesso sono inutili ed annoiano il lettore. Si limita all’essenziale, lasciando libero spazio alla fantasia del lettore. Invidio, bonariamente, il titolo che trovo veramente originale e significativo. È un giallo che non smetto mai di consigliare ai miei amici e mi permetto di fare i complimenti all’autore. Bravo Alessandro, sei stato una scoperta per me, neo acquisto del giallo, che non aveva mai letto nulla di tuo e sono affascinato dal tuo modo di scrivere. Un abbraccio.

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marzo 7, 2013   Pubblicato da: Alessandro Vizzino

Rossella Gallucci su La culla di Giuda

Rossella Gallucci, 07 Marzo 2013

La culla di Giuda è un romanzo che si legge tutto d’un fiato. La trama parte in sordina, quasi sottotono: il mistero di un insolito furto, porta il protagonista a viaggiare attraverso diverse città italiane ed europee. Il ritmo va avanti sempre più incalzante, in un crescendo che porta dritto al climax e al finale assolutamente inatteso.  La storia si svolge principalmente attraverso i dialoghi che la rendono molto gradevole e immediata. Anche le ambientazioni risultano estremamente gradevoli e servono ad anticipare l’azione che immediatamente dopo verrà. Una descrizione che mi ha particolarmente emozionata è quella a pag. 107-108 su Venezia: “Esistono città che sanno emozionare per bellezza, suggestioni… Solo una, tuttavia, proviene da una diversa dimensione, frammento di un altro pianeta posatosi per errore sul globo terrestre. Lì il tempo ha scelto d’indugiare, di non camminare oltre, di rimanere sospeso tra ciò che è vero e ciò che lo appare soltanto…” Trovo questo pezzo di una suggestività che ti lascia senza fiato. Bene anche i riferimenti storici, assolutamente precisi e circostanziati. Anche in questi non c’è mai pesantezza . Il linguaggio è dunque semplice e ricercato allo stesso tempo. Se dovessi dare un voto, darei tutte le stelline…

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gennaio 28, 2013   Pubblicato da: Alessandro Vizzino

GIUDA: Recensione di Michela Zanarella

Michela ZanarellaRecensione de La culla di Giuda, su Storie di Libri,
a cura di Michela Zanarella.

Recensione

Dopo il successo del primo romanzo thriller SIN, Alessandro Vizzino torna
con un una nuova pubblicazione di grande impatto, La culla di Giuda, edita da Edizioni DrawUp, che si apre con una citazione di Giacomo Casanova.

Vizzino sorprende il lettore già dalle prime pagine con un intreccio di situazioni esilaranti. Il protagonista del romanzo è Valentino Mastro, investigatore privato, ex poliziotto. Un misterioso furto nel museo di San Marino porterà il personaggio in varie città d’Europa, alla ricerca di nove strumenti di tortura. Si parte da Rimini fino a raggiungere Messina, toccando anche Spagna e Francia. Compagni di avventura saranno il socio Max,  la compagna di Mastro, Lidia, poliziotta e sua ex collaboratrice, Tiziana, assistente fondamentale per ogni decisione nel lavoro.

La trama s’infittisce tra mille colpi di scena, viaggi e situazioni rocambolesche, con un ritmo incalzante
e coinvolgente. Massoneria, Santa Inquisizione, saranno lo sfondo di una storia che vede Vizzino ottimo dispensatore di aneddoti storici, in una sorta di ricostruzione attenta del passato. I capitoli brevi, mai appesantiti nel linguaggio, si mantengono fluidi e scorrevoli, rendendo l’opera davvero intrigante. Con un sapiente dosaggio delle situazioni, Vizzino riesce a mantenere viva la narrazione, i frequenti cambi di scena, la dimensione del viaggio non solo nei luoghi ma anche nel tempo, con diversi riferimenti ad accadimenti del passato, diventano gli elementi esemplari per un romanzo che convince e appassiona.

La culla di Giuda si legge tutto d’un fiato, quasi a voler risolvere nell’immediato l’enigma, si viene catturati e catapultati in un mondo frenetico e affascinante. Vizzino è abile nella stesura dei contenuti, il suo è un taglio narrativo pulito, semplice, dai tratti e dai caratteri assolutamente originali. L’autore sceglie anche le straordinarie risorse del dialogo, sa dare energia alle parole con uno stile tutto personale.

(Michela Zanarella)

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dicembre 13, 2012   Pubblicato da: Alessandro Vizzino

Giovanni Garufi Bozza su La culla di Giuda

Giovanni Garufi Bozza, 13 Dicembre 2012

Un libro dal ritmo intenso, che coinvolge appieno il lettore. Si presenta così l’ultimo lavoro di Alessandro Vizzino, La culla di Giuda. Un romanzo che potrete leggere in poco tempo, data la brevità del testo, ma
che rivela molto dell’intenso studio storiografico messo a punto dall’autore per stendere l’opera. Tra massoneria, inquisizione e la storia di Giacomo Casanova, seguirete Valentino Mastro, detective privato,
in giro per l’Europa, alla ricerca di nove strumenti di tortura trafugati dal museo di San Marino e in mano a una banda che rivelerà presto il suo intento: vendicare gli anni di torture che Santa Madre Chiesa ha inflitto. Un mistero da risolvere, un omicidio, una vita da salvare, la suspance messa in piedi da un’organizzazione segreta, la perfetta descrizione dei luoghi che fanno da sfondo all’intreccio narrativo, la simpatia aggressiva del protagonista, sono tutti gli ingredienti che terranno il lettore incollato al libro. A ciò va aggiunto quel sottile fil rouge che lega le vite di personaggi storici,  quali lo stesso Casanova, Pascoli, il conte di Cagliostro e Goldoni. Quale sarà il segreto che lega tutti questi personaggi? Che relazione avrà con la massoneria e sopratutto con gli strumenti di tortura trafugati? Un geniale intreccio messo su da Vizzino, che vi terrà col fiato sospeso. Ho avuto questo libro in regalo dallo stesso autore e ho cominciato a leggerlo per puro caso durante una noiosa giornata di tirocinio in cui non c’erano pazienti a studio. Assorto completamente dalla lettura, mi sono reso conto di essere arrivato in due ore a metà libro, senza neanche accorgermene! Mi sono ripromesso di rallentarne la lettura, per non finirlo troppo presto, tanto mi coinvolgeva lo stile duro e diretto del protagonista e l’incedere incalzante dell’intreccio. Una storia ricca di dialoghi, che la rendono ancora più scorrevole, ma anche di dettagliate descrizioni delle città visitate da Valentino Mastro, il nostro protagonista, capaci di coinvolgere il lettore nella suspance dell’azione. Un libro che mi ha rivelato il talento incredibile di Alessandro Vizzino, già famoso per il successo del suo SIN, che consiglio a chiunque voglia perdersi nelle intricate trame della massoneria e della Santa Sede, in questo eterno conflitto che ha coinvolto i secoli e la fantasia di autori brillanti, a partire da Dan Brown per arrivare al nostro Vizzino. E costa pure poco!

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dicembre 13, 2012   Pubblicato da: Alessandro Vizzino

GIUDA: Recensione di Giovanni Garufi Bozza

Giovanni Garufi BozzaBella e simpaticissima recensione de La culla di Giuda, a cura di
Giovanni Garufi Bozza

Recensione

Un libro dal ritmo intenso, che coinvolge appieno il lettore.
Si presenta così l’ultimo lavoro di Alessandro Vizzino, La culla di Giuda.
Un romanzo che potrete leggere in poco tempo, data la brevità del testo,
ma che rivela molto dell’intenso studio storiografico messo a punto dall’autore per stendere l’opera.

Tra massoneria, inquisizione e la storia di Giacomo Casanova, seguirete Valentino Mastro, detective privato, in giro per l’Europa, alla ricerca di nove strumenti di tortura trafugati dal museo di San Marino e in mano a una banda che rivelerà presto il suo intento: vendicare gli anni di torture che Santa Madre Chiesa ha inflitto.

Un mistero da risolvere, un omicidio, una vita da salvare, la suspance messa in piedi da un’organizzazione segreta, la perfetta descrizione dei luoghi che fanno da sfondo all’intreccio narrativo, la simpatia aggressiva del protagonista, sono tutti gli ingredienti che terranno il lettore incollato al libro. A ciò va aggiunto quel sottile fil rouge che lega le vite di personaggi storici, quali lo stesso Casanova, Pascoli, il conte di Cagliostro
e Goldoni.

Quale sarà il segreto che lega tutti questi personaggi? Che relazione avrà con la massoneria e sopratutto
con gli strumenti di tortura trafugati? Un geniale intreccio messo su da Vizzino, che vi terrà col fiato sospeso.

Ho avuto questo libro in regalo dallo stesso autore e ho cominciato a leggerlo per puro caso durante una noiosa giornata di tirocinio in cui non c’erano pazienti a studio. Assorto completamente dalla lettura, mi sono reso conto di essere arrivato in due ore a metà libro, senza neanche accorgermene! Mi sono ripromesso di rallentarne la lettura, per non finirlo troppo presto, tanto mi coinvolgeva lo stile duro e diretto del protagonista e l’incedere incalzante dell’intreccio.

Una storia ricca di dialoghi, che la rendono ancora più scorrevole, ma anche di dettagliate descrizioni delle città visitate da Valentino Mastro, il nostro protagonista, capaci di coinvolgere il lettore nella suspance dell’azione.

Un libro che mi ha rivelato il talento incredibile di Alessandro Vizzino, già famoso per il successo del suo SIN, che consiglio a chiunque voglia perdersi nelle intricate trame della massoneria e della Santa Sede, in questo eterno conflitto che ha coinvolto i secoli e la fantasia di autori brillanti, a partire da Dan Brown per arrivare al nostro Vizzino. E costa pure poco!

(Giovanni Garufi Bozza)

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dicembre 5, 2012   Pubblicato da: Alessandro Vizzino

Luca Giangiacomi su La culla di Giuda

Luca Giangiacomi, 05 Dicembre 2012

Fremevo dalla voglia di leggere il nuovo libro di Alessandro Vizzino, dopo SIN gli standard narrativi che pretendo da questo autore sono elevati e debbo riconoscere che La culla di Giuda non ha tradito le mie aspettative. Il ritmo del romanzo è incalzante, fatto di dialoghi ironici ed enigmatici. Si percepisce il lavoro di ricerca di Vizzino, che ha voluto arricchire la storia di una serie di riferimenti storici che rendono il libro ricco e intrigante. I caratteri dei personaggi sono ben delineati, come quello di Valentino Mastro, abile investigatore privato dal passato burrascoso. Oppure come quello di Lidia, poliziotta integerrima e dolce metà di Valentino. I colpi di scena si susseguono dall’inizio alla fine del libro, la trama è avvincente e mai banale. I luoghi di ambientazione del romanzo sono in parte quelli nostrani: Rimini, Roma, Venezia, Messina, etc. Vi sono però numerosi e intelligenti “agganci” europei in grado di confezionare un’opera di pregevole fattura. Infine due parole sul libro come bene materiale. La copertina è accattivante, l’impaginazione adatta alla lettura e la stampa di livello professionale. In conclusione bravo Vizzino, non delude mai.

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novembre 29, 2012   Pubblicato da: Alessandro Vizzino

Nico Donvito su La culla di Giuda

Nico Donvito, 29 Novembre 2012

La culla di Giuda è un metaracconto, una sorta di storia nella storia. Il romanzo e i suoi protagonisti potrebbero essere considerati come semplici strumenti per parlare di temi storici; così come inizialmente Valentino e i suoi vengono utilizzati dalla Consorti per dare risalto mediatico al suo Museo delle Torture. Dopo l’ottimo esordio letterario con SIN, Alessandro Vizzino si avventura dunque in un romanzo totalmente opposto. Dalla finzione e ultra-tecnologia del futuro, alla realtà degli strumenti del passato. In entrambe le opere narrative si ritrovano però il meticoloso lavoro di ricerca e la voglia di divulgare conoscenza, il tutto unito alla passione per gli enigmi.    Continua…

novembre 29, 2012   Pubblicato da: Alessandro Vizzino

GIUDA: Recensione di Nico Donvito

La culla di GiudaL’attenta e importante recensione a La culla di Giuda di Nico Donvito su Affari nostri,
blog di diffusione e commento letterario del critico tarantino, grande conoscitore e
amante del genere thriller/giallo/noir.

Recensione

La culla di Giuda. Alzi la mano chi conosceva o ricordava questo impressionante marchingegno utilizzato in passato per punire i colpevoli di eresia. A rinfrescare le menti di tanti studenti
ed ex-studenti ci pensa Alessandro Vizzino, che nel suo nuovo romanzo mischia sapientemente storia e narrativa, regalando ai lettori un racconto istruttivo. La culla di Giuda mostra ancora una volta come la narrativa potrebbe essere un utile strumento pedagogico.
A mio parere, infatti, inserendo determinati personaggi in un quadro storico o geografico, lo studente potrebbe apprendere meglio costumi, tradizioni, situazioni politiche e sociali del passato o di altre nazioni. In questa maniera i freddi libri di storia verrebbero letti con più passione e soprattutto gli elementi essenziali di quella determinata epoca/nazione resterebbero meglio impressi nella mente del lettore.

Per chi volesse sperimentare questo nuovo metodo educativo atto a svecchiare la solita istruzione, un utile strumento potrebbe essere questo libro di Alessandro Vizzino. Lo scrittore di Latina, infatti, ci racconta nel suo nuovo romanzo un periodo poco pubblicizzato della storia: l’Inquisizione. I motivi di questo possono essere facilmente individuabili nella volontà della Chiesa di mettere a tacere argomenti scomodi. Vizzino però non si schiera in questa spinosissima questione, concentrandosi maggiormente sulla massoneria, che rappresenta un antenato delle moderne associazioni, che possono fungere positivamente o negativamente nelle società. Da quest’introduzione si potrebbe fraintendere La culla di Giuda un racconto vecchio, storico, superato. In realtà si tratta, invece, di una storia moderna, raccontata in chiave thriller. L’essenza è quella della caccia al tesoro in cui poco a poco i pezzi del puzzle s’incastrano e ogni mistero svelato sarà indispensabile per affrontare il successivo.
I capitoli brevi, in cui da padrone la fanno i dialoghi diretti, riescono a rendere questo romanzo rapidissimo e appunto moderno, per via del linguaggio dei giorni nostri, utilizzato dai protagonisti.

Il personaggio principale è Valentino Mastro, un ex poliziotto escluso a suo avviso ingiustamente dalle forze dell’ordine. Assieme a Massimo e Tiziana (la ragazza di quest’ultimo) gestisce uno studio di investigazione privata. La crisi economica sembra colpire anche i personaggi di Vizzino, i quali non navigano in acque serenissime. L’occasione della vita arriva casualmente. Nove cimeli sono scomparsi dal Museo della Tortura di San Marino, gestito dalla sensuale Federica Consorti. Il nome del Museo sintetizza il genere delle reliquie. Oggetti come la culla di Giuda, che dà il titolo al romanzo. Valentino, insieme alla sua squadra e alla fidanzata Lidia, ingaggiato dalla proprietaria del museo, cercherà di venire a capo della questione, inizialmente per soldi e successivamente per passione investigativa. Il tutto dev’essere necessariamente pubblicizzato attraverso stampa, dando ampio risalto alla notizia. Stranamente i cimeli dal nulla cominceranno a venire a galla in varie città, senza che Valentino & C. facciano quasi nulla, assistendo immobili a questi spettacoli di piazza. Per questo romanzo Alessandro Vizzino si affida a dei protagonisti semplici, in cui il lettore può meglio identificarsi, risolvendo assieme ad essi il caso.
Non si tratta di geni e rapidi risolutori, ma di investigatori che lavorano per sopravvivere.

La culla di Giuda è un metaracconto, una sorta di storia nella storia.
Il romanzo e i suoi protagonisti potrebbero essere considerati come semplici strumenti per parlare di questo argomento storico; così come inizialmente Valentino e i suoi vengono utilizzati dalla Consorti per dare risalto mediatico al suo Museo delle Torture.

Dopo l’ottimo esordio letterario con SIN, Alessandro Vizzino si avventura dunque in un romanzo totalmente opposto. Dalla finzione e ultra-tecnologia del futuro, alla realtà degli strumenti del passato. In entrambe le opere narrative si ritrovano però il meticoloso lavoro di ricerca e la voglia di divulgare conoscenza, il tutto unito alla passione per gli enigmi.

(Nico Donvito)

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