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Giu, 2012

Giu 27, 2012   Pubblicato da: Alessandro Vizzino

Francesco Moschini (Fra Bwaffete) su SIN

Francesco Moschini (Fra Bwaffete), 27 Giugno 2012

Ciao Alessandro! Finalmente ce l’ho fatta. :) Il tuo libro, come ben sai, ho finito di leggerlo già da tempo ma per lavoro mi trovo a scriverne solo adesso. Che dire… tolta l’unica critica (soggettiva ovviamente…) che riguarda il modo in cui ti sei dilungato in alcune spiegazioni che, a mio avviso, sono forse non funzionali al racconto, direi che per il resto hai colto decisamente nel segno. La storia è originale e nemmeno tanto utopistica, la scelta dei nomi perfetta, lo stile impeccabile e dopo avermi conosciuto sicuramente saprai che ho apprezzato quella che possiamo definire “violenza gratuita”. Non certo perché sono uno psicopatico ma per il puro stile del genere che preferisco e cioè il thriller. Il libro ti lascia perplesso fino alla fine e spesso mi sono domandato se sarei riuscito a indovinare la fine (lo faccio spesso, anche con i film). Posso dire di esserci andato solo vicino ma di non aver assolutamente colto nel segno. Inutile dire che l’ho apprezzato! Complimenti davvero e mi raccomando, non fermarti!

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Giu 26, 2012   Pubblicato da: Alessandro Vizzino

Intervista ad A. Vizzino: Nico Donvito

Leggi l’ intervista su Affari nostri

L’intervista rilasciata a Nico Donvito e pubblicata su Affari nostri, densa di temi, considerazioni e riflessioni.

Ne riportiamo qui un piccolo stralcio, invitando tutti alla lettura integrale.

Nico Donvito domanda:
Visto in maniera simbolica, si potrebbe dire che il “cattivo”, il “burattinaio” di SIN in realtà è Alessandro Vizzino. In definitiva, sei tu che decidi chi debba morire per primo, chi sopravvivere. Senza svelare nulla, quanto pesa “distruggere” un personaggio costruito con tanta dovizia, visti anche i flashback che ne raccontano di ciascuno un resoconto dettagliato della loro vita?

Alessandro Vizzino risponde:
Pesa tanto, tantissimo. Poiché sono morti, li hai uccisi, e non potrai più riprenderli. Qualsiasi lavoro fatto è andato in fumo, non potrà servire più a niente. Però è qualcosa di inevitabile e funzionale alla storia, così dev’essere, volente o nolente.
Ora forse farò sorridere qualcuno, ma spesso i miei personaggi mi mancano. Non perché siano virtualmente morti, ma perché non sono più con me, nel mio intimo. Stanno pian piano diventando personaggi  pubblici, amici di molti, e ogni tanto mi assale la nostalgia di quando li avevo intorno, tutti soltanto per me. Come un figlio che cresce e non senti più solo tuo…

Clicca qui per leggere l’intervista completa

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Giu 25, 2012   Pubblicato da: Alessandro Vizzino

SIN: Premiazione Scriviamo Insieme

Premio "Scriviamo Insieme"Cerimonia di Premiazione “Scriviamo Insieme”, 2^ Edizione

 

Sabato 16 Giugno 2012, al Teatro Aurelio di Roma, si è consumata la piacevolissima cerimonia di premiazione dei testi vincitori della 2^ edizione del Premio letterario nazionale Scriviamo Insieme, organizzato dall’associazione omonima.

Il mio ringraziamento personale, per la Segnalazione Speciale della Giuria attribuita a SIN, è andato a
Vittorio Scatizza, organizzatore dell’intero concorso/evento, e alla Giuria presieduta da Ettore Peluffo, per aver premiato un romanzo spiccatamente thriller, crudo, appartenente a un genere editoriale non sempre validamente considerato dalle giurie dei premi letterari, storicamente più predisposte a romanzi “sociali”
e mainstream.

È stato un inequivocabile segnale di attenzione, serietà e capacità di larghe vedute.

La galleria fotografica è stata realizzata da Mau, il mio piccolo figlio-fotografo

 

Un saluto a tutti i premiati e intervenuti alla serata, a Michele Navarra in particolare.

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Giu 21, 2012   Pubblicato da: Alessandro Vizzino

Nico Donvito su SIN

Nico Donvito, 21 Giugno 2012

Il risultato finale premia Vizzino. SIN è un romanzo originale, enigmatico, travolgente, spiazzante, con
ritmi altissimi, che si legge davvero tutto d’un fiato, nonostante le 654 pagine. L’opera è fortemente cinematografica, in quanto a descrizione di luoghi e protagonisti, sicuri punti forti del libro.    Continua…

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Giu 21, 2012   Pubblicato da: Alessandro Vizzino

SIN: Recensione di Nico Donvito

Nico DonvitoL’accurata recensione a SIN di Nico Donvito su Affari nostri, blog letterario
del critico tarantino.

 
Recensione

Il risultato finale premia Vizzino. SIN è un romanzo originale, enigmatico, travolgente, spiazzante, con ritmi altissimi, che si legge davvero tutto d’un
fiato, nonostante le 654 pagine. L’opera è fortemente cinematografica, in
quanto a descrizione di luoghi e protagonisti, sicuri punti forti del libro.    Continua…

(Nico Donvito)

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Giu 20, 2012   Pubblicato da: Alessandro Vizzino

Luisa Corà su SIN

Luisa Corà, 20 Giugno 2012

SIN è un thriller molto particolare di Alessandro Vizzino, alla sua pprima prova letteraria. Siamo nell’anno 2054 e dieci persone si trovano inspiegabilmente chiuse in in mega appartamento lussuoso. Sono cinque donne e cinque uomini apparentemente non si conoscono, ma con il tempo capiscono di essere coinvolti personalmente nelle loro vicende. Li accomuna una cosa: ognuno di loro ha un peccato da confessare.
Ma chi li ha voluti tutti assieme? E dove si trovano? Il libro è impossibile descriverlo, la lettura è adrenalitica, sfiora l’horror, eppure incatena il lettore. Chi sarà il loro giustiziere? E perchè vengono condannati uno a uno? Imperativo arrivare alla fine, le oltre seicento pagine scorrono nell’ansia di conoscere la misteriosa identità che ha unito queste persone. La conclusione è scioccante e fa riflettere, stiamo veramente andando verso questo futuro? La società è ormai tecnologica all’estremo, ma qui siamo nel futuro magari prossimo? Chissà! Un libro che ha il ritmo di thriller famosi, ma l’originalità della trama lo rendono unico. Sicuramente consigliato agli amanti di thriller particolarmente cruenti ed enigmatici fino alla fine.

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Giu 19, 2012   Pubblicato da: Alessandro Vizzino

Ciro Pinto ritorna su SIN

Ciro Pinto, 17-19 Giugno 2012

Bellissimo! Mia moglie sta leggendo Sin. Ore 23:15, sto giocando ad un videogame, lei alza finalmente gli occhi dalle pagine del libro, ha il volto spaurito e gli occhi velati di ansia, mentre sto portando a termine l’ultimo step di un cazzo di gioco difficilissimo e una sola vita a disposizione, mi chiama, mi interrompe e mi dice serissima: “Mi raccomando, non scrivere mai cose contro la religione.” E io, sempre a un passo dalla gloria e tra mille pericoli: “Perchè mai?”, schivando un handicap all’ultimo nano secondo. E lei: “Hai visto che fine fa Minatelli?” “Minatelli? Che significa?” E lei: “Come, non lo sai? Lo scrittore nel romanzo di Alessandro.” “Ah, si…”, nel frattempo un fottutissimo colpo arrivato chissà da dove mi fulmina l’ultimo straccio di vita. Mannaggia a te Ale, potenza dell’immedesimazione! A un passo dalla gloria: “Va bene, ci sto attento”, mentre leggo in piena frustrazione Game Over. A un passo dalla gloria! Però forse hanno ragione lei e il Vizzino, con la Chiesa meglio non scherzare! Il nome del videogioco?
Vatican war, of course!


Cena con amici, appuntamento alle 20:00 il sottoscritto, attardato come sempre tra mille scritture, revisioni, step e manubri (il fisico va curato), si accinge ad una rapida rasatura e doccia, onde evitare “cazziate” dalla consorte. Sorpresa! la consorte si è attardata pure lei, mi invade la rasatura col tomo di SIN richiuso e mi annuncia che l’ha finito. “E allora?” le chiedo con un filo di voce, aspettando trepidante il suo giudizio, sapendo che sarà pertinente, lei divora libri, infatti questo di Alessandro l’ha letto in 5 gg o poco più. La cosa mi preme per varie ragioni: 1) Ale è un amico, e ogni suo successo è un mio successo! 2) Credo nella proprietà transitiva: a me Sin piace molto e mi piace come scrive Alessandro, che giudica il mio “Il problema di Ivana” ottimo, allora ogni conferma di quello che penso di lui come scrittore e del suo libro è una conferma che quello che pensa lui di me e del libro ha un valore… 3) Lucia, mia moglie, è molto severa nei suoi giudizi su quello che legge, tranne che con i miei scritti, ma questo non conta: interferisce l’affetto… Esordisce dicendo che il thriller, il noir e il giallo non sono il suo genere, allora incasso la testa tra le spalle e stringo gli occhi in attesa della mazzata. Continua dicendomi di darle una scala, rispondo subito: da uno a dieci. Aspetto con ansia, mentre la schiuma si secca sulle mascelle. “Mi ha preso, non riuscivo a staccarmene e mi ha anche spaventato un pò! E’ un libro vero, di uno scrittore “vero”, cazzo!” Mi rilasso un pò. “Sì ma il voto?” prendo coraggio e lei “Dieci e con menzione di merito perchè la protagonista più simpatica è napoletana.” E vai Ale, ce l’hai fatta un’altra volta! E un pò anch’io….

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Giu 18, 2012   Pubblicato da: Alessandro Vizzino

AGO su SIN

AGO, 18 Giugno 2012

L’indifferenza è il futuro che ci aspetta? Il guadagno sarà il nostro solo Dio? Varrà zero la vita del nostro prossimo? Se non devieremo dalla strada che stiamo percorrendo, è possibile che a queste domande dovremo rispondere sì. In nuce già ora la nostra società sta muovendo i primi passi verso questo destino tenebroso, dove ad un pubblico sempre più insoddisfatto e celebro leso vengono gettati in pasto i dolori, le gioie e insomma le vite degli altri. Tra uno spot e l’altro. Naturalmente. Persone normali con vite normali, grandi amori e grandi affetti, decidono freddamente dei destini di altri. Il sangue, il dolore e la morte sono i passi che potrebbero portare ad un prossimo futuro di controllo assoluto delle menti e delle volontà. In questa tenebrosa epoca, quarant’anni da oggi, i personaggi si muovono disperati e veri. Con le loro storie, i loro legami nascosti e i nuovi affetti. Un turbine di eventi che culmina in un finale suggerito ma che non si crede vero fino al termine. Che occhieggia lungo il romanzo ma che solo le ultime pagine svelano in un’inquietante senso di frustrazione. E si conclude in bilico tra la volontà di vedere negli affetti un piccolo barlume di speranza e la frustrazione ultima nel vedere un mondo assuefatto e decadente. Solo alcuni piccoli particolari stilistici macchiano la buona prosa, adatta al genere thriller. Spesso cruda e spietata. Qualche dialogo ridondante (ad esempio Giorgio e Dario sui PIW), qualche pensiero incoerente col personaggio. Qualche passaggio pomposo (La salma non aveva espresso segnali di una morte freschissima, appena sopravvenuta). Si diluiscono nell’ampiezza del romanzo. Però ci sono. Ancora complimenti e rimango in attesa di leggere il prossimo nuovo lavoro.

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Giu 13, 2012   Pubblicato da: Alessandro Vizzino

Daniela Domenici su SIN

Daniela Domenici, 13 Giugno 2012

Un titolo brevissimo, una sola parola di tre lettere per un libro di 654 pagine, una scelta quasi ossimorica, un contrasto tra l’estrema brevità di “Sin”, la cui pronuncia inglese colpisce come un proiettile, e la corposità del volume che può intimorire a un primo impatto, anche per i colori scelti per la copertina, il rosso del titolo sul grigio scuro dell’immagine, ma che si rivela invece una lettura affascinante e attraente a tal punto che ti dimentichi quante sono le pagine e t’immergi in questa storia, che l’autore Alessandro Vizzino ha immaginato, per riemergerne solo alla fine.    Continua…

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Giu 13, 2012   Pubblicato da: Alessandro Vizzino

SIN: Recensione di D. Domenici per Aphorism

AphorismLa bellissima recensione a SIN di Daniela Domenici per Aphorism, primario portale di divulgazione letteraria e culturale.

Recensione

Un titolo brevissimo, una sola parola di tre lettere per un libro di 654 pagine, una scelta quasi ossimorica, un contrasto tra l’estrema brevità di “Sin”, la cui pronuncia inglese colpisce come un proiettile, e la corposità del volume che può intimorire a un primo impatto, anche per i colori scelti per la copertina, il rosso del titolo sul grigio scuro dell’immagine, ma che si rivela invece una lettura affascinante e attraente a tal punto che ti dimentichi quante sono le pagine e t’immergi in questa storia, che l’autore Alessandro Vizzino ha immaginato, per riemergerne solo alla fine.    Continua…

(Daniela Domenici)

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