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Set, 2012

Set 23, 2012   Pubblicato da: Alessandro Vizzino

Alla fine aveva ragione Alessandro Vizzino

ScrittoreVincente.comDi Emanuele Properzi

 
Sono certo nel dire che per me Alessandro Vizzino è un amico. Negli ultimi due anni, io e Alessandro, abbiamo comunicato unicamente attraverso la scrittura, usando
quindi il mezzo espressivo che più amiamo, ossia quello che ci trasporta più lontano.

Chi è Alessandro Vizzino?
Alessandro è un creativo con una grande determinazione, un vulcano che non si stanca mai di eruttare.

A seguire ti riporto l’intervista che gli ho fatto all’inizio del 2012. In questi ultimi mesi, oltre ad aver già scritto un altro romanzo, Alessandro ha anche creato Edizioni DrawUp. Nel frattempo lavora 8 ore al
giorno come webmaster. Scusate se è poco.

Ho ritenuto opportuno pubblicare oggi la sua intervista, perché ieri, 22 settembre 2012, Alessandro ha scritto il seguente messaggio che mi ha commosso, dopo la vittoria con il suo romanzo SIN al Concorso letterario internazionale Il Saggio – Città di Eboli (il messaggio è stato pubblicato all’interno del mio
gruppo Facebook
BestsellerCourse).    Continua…

(Emanuele Properzi)

Clicca qui per leggere articolo e intervista completi

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Set 22, 2012   Pubblicato da: Alessandro Vizzino

SIN vince il Premio internaz. Città di Eboli

22 settembre 2012:
sintesi di un giorno indimenticabile!

 
Eboli, paesino del salernitano reso celebre da Carlo Levi, pronto a festeggiare la festa di Padre Pio con tanto di sbandieratori e fuochi d’artificio.

Arriviamo in una bella fiera del libro, non grande ma davvero ben fatta, dove faccio amicizia con la splendida Lucia Scarpa della Sogno Edizioni, dopo aver riconosciuto sul banco dello stand il romanzo Talesa, della cara Sara Cespoli. Ovviamente lo compro, per il piacere di leggerlo e non soltanto per l’amicizia con Sara, insieme ad altri testi, tra cui due della stessa Lucia Scarpa.

Inizia la cerimonia di premiazione del VI° Concorso Internazionale per libri editi Il Saggio – Città di Eboli, patrocinato da un mare di Istituzioni tra cui il Presidente della Repubblica, il Senato, la Camera, il Papa.
La premiazione è diretta del Cavaliere della Repubblica per meriti culturali Peppe Barra, uomo e storico grande quanto umile e piacevole.

Arriviamo da tutta Italia, qualcuno da oltre confine.
Due ore per scarrellare i primi classificati tra 544 opere (257 romanzi), fino ad arrivare ai primissimi, in
una sala man mano sempre meno gremita (problema dei Premi letterari, il 15° è premiato davanti a 150 persone, il primo con 50…)

L’adrenalina sale, SIN non viene chiamato, è tra i primi cinque.
No, 4… 3… 2… io e la mia impareggiabile Cristina (editor di
SIN) capiamo di avercela fatta.
L’emozione è sempre più forte.

Alla proclamazione di SIN come primo classificato assoluto, Maurizio (il mio bambino) si alza a braccia levate, sembra Tardelli ai mondiali dell’82. Urla, salta, festeggia. Vado a ricevere il Premio e a fare le foto
di rito. Un giuria entusiasta mi onora di una recensione splendida e centrata, con Lucia Carpignani ci baciamo senza esserci mai visti prima, in un moto di entusiasmo spontaneo e reciproco. La sua emozione
è quasi più forte della mia, mi confessa di avere ormai
SIN nelle vene, quasi come una droga benevola che crea assuefazione. La mia emozione si mescola alla commozione, mi sembra di essere a casa, in mezzo a gente conosciuta da sempre, ma in realtà appena incontrata. Solo l’orario ci impedisce una pizzata tutti assieme (autori, amici, giurati, organizzatori) e ci costringe a dover rientrare a casa, dopo una cena veloce
a Salerno.

Una volta tornati, non riesco a dormire.
Accendo il Pc, scorro le notifiche sul cellulare e mi accorgo che tanti amici hanno vissuto l’evento quasi stessero lì con me. Cinzia Pizzo, con cui ci siamo messaggiati subito. Ciro Pinto, fratello di penna, con cui tutto è splendidamente condiviso. Juliana, Lu, Deborah e altri. Insomma, un mondo di persone fantastiche,
di amici, che mi hanno dimostrato di vivere insieme, di palpitare delle stesse sensazioni.

Talvolta mi viene chiesto perché scrivo… oggi la risposta è più chiara che mai: per vivere giornate come queste! 🙂

(Alessandro Vizzino)

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