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Mar, 2013

Mar 21, 2013   Pubblicato da: Alessandro Vizzino

SIN: Recensione di Anna Cibotti

 
La recensione a SIN di Anna Cibotti.

Recensione

Leggendo questo libro si ha la tentazione di saltare le pagine e guardare alla fine per la curiosità di avere una risposta al mistero, ma sarebbe un peccato. Io non l’ho fatto! Consiglio di resistere e di indulgere nella lettura attenta e puntuale che l’autore ha volutamente reso intricata e inspiegabile, per completare il percorso abilmente tracciato e per provare il piacere della sorpresa finale che non avrei mai immaginato. Complimenti Alessandro, mi hai regalato una lettura veramente intrigante!     Continua…
(Anna Cibotti)

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Mar 18, 2013   Pubblicato da: Alessandro Vizzino

Filippo Munaro intervista Alessandro Vizzino

 
Writer's Channel

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Filippo Munaro e Writer’s Channel intervistano Alessandro Vizzino: SIN, La culla di Giuda, l’editoria, il futuro.

Clicca qui per leggere l’intervista integrale, di cui riportiamo uno stralcio


Filippo Munaro domanda:

SIN è un’opera monumentale, di un certo spessore, che ha vinto premi letterari internazionali. Come è nata l’idea e quanto tempo ha richiesto la sua stesura?

Alessandro Vizzino risponde:
L’idea iniziale è nata la notte di Natale di ormai tre anni fa, in maniera del tutto spontanea, senza una ragione specifica. Poi, con il tempo, ha preso forma e si è ramificata in ciò che alla fine è divenuto un romanzo. Ho impiegato un anno intero per la stesura di SIN, tra bozze, revisioni, correzioni, pre-letture ed editing. Un lavoro ingente, che la corposità e la storia del romanzo, i suoi intrecci e messaggi, pretendevano.

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Mar 12, 2013   Pubblicato da: Alessandro Vizzino

SIN: Recensione di Massimo Onesti

 
La recensione a SIN di Massimo Onesti su GhoticNetwork.

Recensione

Come sempre succede nel genere thriller, in cui le ispirazioni e gli intrecci  delle similitudini si susseguono all’infinito, come scatole cinesi, facendoci trovare sempre mille sfumature sul già percepito e che fanno sì che chi ama questo genere alla fine voglia sempre ritrovare quelle atmosfere e quelle sensazioni che lo attanagliano e lo bloccano, alla lettura o alla visione, le pagine, pur corpose, come in questo caso del libro di Vizzino, si divorano ad una ad una, in un crescendo di tensione e adrenalina fino al finale districamento della matassa.     Continua…
(Massimo Onesti)

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Mar 8, 2013   Pubblicato da: Alessandro Vizzino

Giallolatino.com apre i battenti con una lunga intervista ad Alessandro Vizzino

Giallolatino.comLeggi l intervista su Giallolatino.com

 

Giallolatino, grazie alla forza e alle capacità organizzative di Gian Luca Campagna, è un Festival Noir ormai prossimo alla sua settima edizione, posizionatosi negli anni fra i più importanti festival di genere (e non solo) del panorama nazionale. Come recita il nome, Latina è la città che ogni
dodici mesi lo ospita, come accadrà anche il prossimo settembre.

Costola della manifestazione, nasce oggi giallolatino.com, Il portale del giallo e del noir, punto di
riferimento per tutti gli appassionati del genere e della letteratura, del cinema e dell’arte in senso lato.

Nel primo numero del magazine una ricca intervista ad Alessandro Vizzino, in cui si parla di SIN e
de La culla di Giuda, ma anche di vita, di editoria e di tanti altri autori dal futuro più che promettente.

Clicca qui per leggere l’intervista integrale, di cui riportiamo uno stralcio


Giallolatino domanda:

Il tuo secondo romanzo, La culla di Giuda, è invece è un poliziesco

Alessandro Vizzino risponde:
Dobbiamo vivere di etichette perché questo domanda il sistema, pertanto è giusto definire La culla di Giuda un poliziesco, come SIN si può catalogare un thriller. Entrambi i lavori possiedono però una serie molto più vasta di sfumature, pur girando intorno al noir come tinta portante. La culla di Giuda è un romanzo a sfondo storico; anzi, per meglio dire, un romanzo ambientato ai nostri giorni che ruota attorno ad arcani e misteri da svelare che appartengono a secoli passati, secondo una serie di collegamenti che, passaggio dopo passaggio, porteranno il lettore tra spire d’Inquisizione e Massoneria, a braccetto con personaggi del
calibro di Pascoli, Casanova e… gli altri si scopriranno alla fine! Un lavoro molto diverso da
SIN per ritmo
e atmosfere, dove esiste un protagonista chiaro che fa dell’ironia e del non prendersi troppo sul serio la propria filosofia di vita. Un libro che si legge in pochissime ore, battuto al punto da martellare e incatenare
il lettore, in cui la storia si dipana principalmente attraverso il dialogo tra i personaggi, rendendo viva e intensa la lettura. Qualcuno ha definito
La culla di Giuda un telefilm, per sottolinearne la tridimensionalità
e un racconto quasi scritto in presa diretta, dove l’enigma e il colpo di scena continuo rimangono elementi cardine. In effetti è proprio così: rispetto alla lunga genesi di
SIN, che ho raccontato prima, Giuda (come ormai è confidenzialmente chiamato il romanzo) è stato scritto e interamente revisionato in meno di un mese, inseguendo un flusso narrativo spontaneo, un parto naturale attraverso il quale le pagine si sono riempite pressoché da sole. Se vogliamo, per il già citato uso totalizzante del dialogo, un esperimento letterario, che molti lettori hanno già giudicato riuscito, affezionandosi subito a Valentino Mastro e alla
sua rocambolesca vicenda.

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Mar 7, 2013   Pubblicato da: Alessandro Vizzino

Rossella Gallucci su La culla di Giuda

Rossella Gallucci, 07 Marzo 2013

La culla di Giuda è un romanzo che si legge tutto d’un fiato. La trama parte in sordina, quasi sottotono: il mistero di un insolito furto, porta il protagonista a viaggiare attraverso diverse città italiane ed europee. Il ritmo va avanti sempre più incalzante, in un crescendo che porta dritto al climax e al finale assolutamente inatteso.  La storia si svolge principalmente attraverso i dialoghi che la rendono molto gradevole e immediata. Anche le ambientazioni risultano estremamente gradevoli e servono ad anticipare l’azione che immediatamente dopo verrà. Una descrizione che mi ha particolarmente emozionata è quella a pag. 107-108 su Venezia: “Esistono città che sanno emozionare per bellezza, suggestioni… Solo una, tuttavia, proviene da una diversa dimensione, frammento di un altro pianeta posatosi per errore sul globo terrestre. Lì il tempo ha scelto d’indugiare, di non camminare oltre, di rimanere sospeso tra ciò che è vero e ciò che lo appare soltanto…” Trovo questo pezzo di una suggestività che ti lascia senza fiato. Bene anche i riferimenti storici, assolutamente precisi e circostanziati. Anche in questi non c’è mai pesantezza . Il linguaggio è dunque semplice e ricercato allo stesso tempo. Se dovessi dare un voto, darei tutte le stelline…

Leggi il commento sulla pagina opera di Edizioni DrawUp    Stella blu Stella blu Stella blu Stella blu Stella blu 

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