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Ott, 2013

Ott 30, 2013   Pubblicato da: Alessandro Vizzino

Memorial Guerino Cittadino 2013, Recital e Photogallery

Cerimonia di premiazione del II° Premio internazionale di Poesia Memorial Guerino Cittadino| Rende (CS), sabato 26 ottobre 2013

 

Lettura della poesia Er fiore e la magnolia

 

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Ott 24, 2013   Pubblicato da: Alessandro Vizzino

Primo posto al Premio internazionale di Poesia “G. Cittadino”

Beh, la poesia è per me una frontiera nuova, una dimensione ancora in grandissima parte inesplorata.

Mi limito qui a ringraziare i giurati del II° Premio internazionale di Poesia Memorial Guerino Cittadino di Rende (CS) e l’Associazione culturale GueCi, per aver assegnato a Er fiore e la magnolia il titolo di migliore lirica in vernacolo della manifestazione.

Per me è stato solo un modo per danzare con le sensazioni, attraverso una lingua cinica e vera, a tratti sardonica, come quella romanesca. Non me lo aspettavo e ne sono, altrettanto sinceramente, felice.

È giusto non sprecare altre parole, meglio che siano il fiore e la magnolia a parlare, per chi vorrà…

 

Er fiore e la magnolia

Me vojo ‘ncantà,
su petali de fiore senz’antera,
pe’ nun lassà più fiji a vagà er monno,
ma falli riposà dentro un ber sogno,
che er monno nun se merita ‘sti passi.

Me metto a sede,
schiena contro ‘n tronco de magnolia,
pe’ falle sentì che pure un vecchio spera,
perché, finché speranza nun se paga,
la vojo chiede tutta e abbottà er core.

Vojo combatte,
ma poi me giro e lasso perde tutto,
sarò vigliacco o forse è solo strizza,
tanto a combatte nun ce se cava ragno,
mentre a dormì se cava armeno sonno.

Vojo parlà,
ma er fiore e la magnolia stanno zitti,
e nun c’è gusto a ragionà da soli,
come fanno li matti e li sconfitti,
a crede che chi nun dice abbozza.

Vojo risorge,
ma in questo solo uno c’è ariuscito,
e io nun c’ho intenzione de copiallo,
nun me ce vedo bene a stà lì appeso,
so’ ‘n tipo più da siliquastro e bacio.

Nun vojo niente,
sortanto respiramme un po’ de ‘st’aria,
che se l’annasi a fonno te consola,
tetta de madre o zinna de baldracca,
ciucciata quanno ruga nun strigneva.

Me guardo er sole,
e penso alla strada che je tocca,
dall’alba a quanno giorno pija fiato,
eppure nun me sembra affaticato,
dell’anni persi ‘n volo nun j’emporta.

Tutto se smorza,
e ‘n brivido rimonta dalla schiena,
è callo come er sole e nun me frega,
so bene ch’è già vota la clessidra,
fra soli grilli ed erba a fà ‘n saluto.

Me viè da piagne,
ma mejo nun sprecà lacrime bone,
so’ sempre fije mie, seppur puttane,
ar limite le spargo pe’ concime,
a ridà forza ar fiore e alla magnolia.

A.V.

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Ott 14, 2013   Pubblicato da: Alessandro Vizzino

SIN: Recensione di Giovanni Garufi Bozza

Giovanni Garufi BozzaLa recensione a SIN di Giovanni Garufi Bozza.

Recensione

Questa in sintesi la storia, poi c’è la modalità di scrittura di Vizzino, che riesce a trascinarti pagina dopo pagina, a condurti sempre più a fondo in questo rompicapo. Uno stile scorrevole, che corre sotto gli occhi. Sempre chiaro, anche nel descrivere i congegni tecnologici che nel suo futuro sono di uso comune, ma che oggi sono difficili da rappresentare per iscritto (siamo ancora molto primitivi, rispetto al qui ed ora di SIN). La chiarezza è anche nel descrivere tutte le intricate stanze e i marchingegni di quella prigione di lusso, così come i personaggi.     Continua…
(Giovanni Garufi Bozza)


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Ott 14, 2013   Pubblicato da: Alessandro Vizzino

Sergio Figuccia su SIN

Sergio Figuccia, 14 ottobre 2013

Quando ho iniziato a leggere SIN di Alessandro Vizzino non pensavo proprio di dover riaffrontare due importanti tematiche che hanno profondamente influito nella realizzazione del mio ultimo libro Caccia alla Chimera. Si tratta di due lavori totalmente diversi l’uno dall’altro, partoriti da due scrittori con esperienze e motivazioni differenti, concepiti pressoché in contemporanea in due diverse città italiane (Latina e Palermo), senza che l’uno sapesse niente dell’altro (in quel periodo non avevo ancora avuto la fortuna di conoscere Alessandro). Eppure entrambi i romanzi sono permeati dagli stessi due fondamentali concetti che ne costituiscono la struttura portante e la filosofia di fondo, fino a risultare una sorta di fil rouge che lega, in un certo qual modo, le due storie: la follia della sperimentazione scientifica estrema e il bieco cinismo dei media. Altra coincidenza è quella temporale, ma la conoscono in pochi: SIN è collocato nel 2052, mentre la prima stesura di Caccia alla Chimera prevedeva che la storia si svolgesse nel 2040, per entrambi quindi un futuro alquanto prossimo. Solo la necessità di dover impiantare la storia nell’ormai mitico anno 2012, richiesta dallo sponsor culturale pittorica.it, ha fatto slittare all’indietro l’ambientazione della seconda stesura del mio romanzo, quella poi pubblicata dalla Casa Editrice DrawUp. Come si dice in giro le idee fluttuano nell’aria e chiunque può acciuffarle, anche a distanza di diverse centinaia di chilometri. Il piacere con il quale ho letto SIN è stato quindi doppio, all’attrazione per il lavoro di un nuovo amico si è aggiunto l’imprevisto coinvolgimento per la condivisione di certe opinioni personali sulle stesse tematiche. SIN, ma questo l’hanno detto in molti, sembra ricollegarsi ad altri racconti fanta-thriller che sono stati anche ottimi soggetti cinematografici, sono stati citati: Saw l’enigmista, Angeli e Demoni, Seven, Cube, Io uccido, ma io aggiungerei anche Orwell 1984, Il Grande Fratello, The Truman Show e, per certe ambientazioni anche il capolavoro Blade Runner. Ma SIN è diverso, si accosta a questi romanzi fino a sfiorarli, ma poi sembra staccarsene; viaggia prima su un binario parallelo per poi inforcare uno scambio che lo conduce lontano, in un’altra dimensione che lo rende comunque unico nel suo genere. I personaggi sono descritti magistralmente e sembrano quasi uscire dalle pagine del libro, al lettore verrebbe quasi voglia di presentarsi, di stringere la mano a ognuno di loro tanto sembrano vicini e riconducibili a propri conoscenti. Ed è questo uno dei valori aggiunti del romanzo, la certezza che prova il lettore di aver incontrato nella realtà, da qualche parte della propria vita, persone simili ai protagonisti della storia. C’è l’operaio sfruttato, l’imprenditrice senza scrupoli, il killer che la stampa definisce professionista, concedendo il crisma di mestiere tradizionale a una disumana attitudine a delinquere, lo scrittore controcorrente, la suora in crisi spirituale ma totalmente devota a Dio, il nomade emarginato in attesa di riscatto sociale ecc. ecc., non vado oltre per non togliere a chi sta leggendo queste righe il gusto di scoprire da solo, uno dopo l’altro, tutti i protagonisti del romanzo. La trama si dipana lentamente fino a metà della storia, un po’ nello stile di un altro noto giallista italiano: Giorgio Faletti, che utilizza la prima parte dei suoi racconti per descrivere, mettere al confronto i personaggi e narrarne i pregressi, poi c’è un’accelerazione impressionante degli eventi da fare invidia ai bolidi della Formula 1. Il lettore, prima rilassato e sereno, a quel punto viene attanagliato dalla storia, dal susseguirsi irrefrenabile dei fatti che scorrono liquidi, come il sangue delle vittime di quel misterioso assassino che comanda i giochi da una oscurità che sembra appartenere a un’altra dimensione. I capitoli si susseguono scanditi da un tempo flessuoso e rarefatto, quasi fosse partorito dagli orologi molli di Salvador Dalì, fino al convulso e schizofrenico finale cui il lettore aspira ad arrivare con curiosità sempre crescente che quasi lo costringe a scorrere le pagine tutto di un fiato. Io stesso devo ammettere di aver avuto difficoltà a scollegarmi dall’ebook e a posare il tablet negli ultimi giorni di lettura, quasi fosse superfluo e fastidioso interrompere SIN solo per andare a mangiare o a dormire, nonostante l’ora tarda. Si tratta dunque di un noir a cinque stelle che potrebbe risultare, così come alcune delle opere dello stesso genere già citate in precedenza, un ottimo soggetto cinematografico. Confesso di essermi divertito a pensare noti attori internazionali impersonare i protagonisti del romanzo di Alessandro: per esempio Anthony Hopkins nel ruolo di Giorgio Minatelli (nonostante la differenza di età), Leonardo Di Caprio nella parte di Dario Beltrami, Catherine Zeta-Jones potrebbe recitare il personaggio di Filomena Marrone e così via. Provate pure voi, è un gioco molto intrigante…. ma dovete leggere prima SIN.

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