Intervista ad A. Vizzino: Michela Zanarella

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L’intervista rilasciata a Michela Zanarella e pubblicata su Oubliette Magazine, ricca di ulteriori approfondimenti sul romanzo SIN e sull’autore.

Michela Zanarella domanda:
Hai pubblicato SIN, un romanzo thriller. La storia è appassionante, ricca di colpi di scena. Una breve traccia del contenuto.

Alessandro Vizzino risponde:
Descrivere SIN senza correre il rischio di straripare in pagine e pagine di spiegazioni non è cosa semplice, almeno per me. Non tanto per il fatto che sia un romanzo corposo, voluminoso, quanto per la moltitudine di sfumature che ne caratterizzano l’insieme. Potrei definirlo un romanzo a doppio livello, quello narrativo e quello contenutistico, qualità che cerco sempre di conservare in qualsiasi cosa io scriva. In sostanza non una storia fine a se stessa, bensì un racconto che sotto il velo del thriller, della tensione, dei colpi di scena continui, nasconde un messaggio sociale chiaro ma mai urlato, delineato ma non ostentato. La storia è ambientata in un futuro molto prossimo, quarant’anni dopo i nostri giorni, in un mondo che, all’esterno come all’interno degli animi, è cambiato. Non si è stravolto, ha semplicemente proseguito nell’involuzione che attualmente possiamo vedere ogni giorno guardandoci intorno. Non uno scenario fantascientifico, quindi, bensì semplicemente futuribile, la trasposizione di ciò che siamo oggi quattro decenni avanti, nell’ipotesi, ahimè probabile, che l’uomo non si accorga per tempo di dover invertire la rotta, sotto tantissimi aspetti. All’interno di tale contesto, dieci personaggi tra loro sconosciuti vengono introdotti in un appartamento di massimo confort. Lì inizieranno la loro lotta per la sopravvivenza, comprendendo pian piano i tantissimi e oscuri legami che li coinvolgono l’un l’altro, fino a un finale chiarificatore e sorprendente, nonché, per il messaggio che lancia, assai allucinante.

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