SIN vince il Premio internazionale Città di Eboli

22 settembre 2012: sintesi di un giorno indimenticabile!

Eboli, paesino del salernitano reso celebre da Carlo Levi, pronto a festeggiare la festa di Padre Pio con tanto di sbandieratori e fuochi d’artificio.

Arriviamo in una bella fiera del libro, non grande ma davvero ben fatta, dove faccio amicizia con la splendida Lucia Scarpa della Sogno Edizioni, dopo aver riconosciuto sul banco dello stand il romanzo Talesa, della cara Sara Cespoli. Ovviamente lo compro, per il piacere di leggerlo e non soltanto per l’amicizia con Sara, insieme ad altri testi, tra cui due della stessa Lucia Scarpa.

Inizia la cerimonia di premiazione del VI° Concorso Internazionale per libri editi Il Saggio – Città di Eboli, patrocinato da un mare di Istituzioni tra cui il Presidente della Repubblica, il Senato, la Camera, il Papa. La premiazione è diretta del Cavaliere della Repubblica per meriti culturali Peppe Barra, uomo e storico grande quanto umile e piacevole.

Arriviamo da tutta Italia, qualcuno da oltre confine. Due ore per scarrellare i primi classificati tra 544 opere (257 romanzi), fino ad arrivare ai primissimi, in una sala man mano sempre meno gremita (problema dei Premi letterari, il 15° è premiato davanti a 150 persone, il primo con 50…)

L’adrenalina sale, SIN non viene chiamato, è tra i primi cinque. No, 4… 3… 2… io e la mia impareggiabile Cristina (editor di SIN) capiamo di avercela fatta. L’emozione è sempre più forte.

Alla proclamazione di SIN come primo classificato assoluto, Maurizio (il mio bambino) si alza a braccia levate, sembra Tardelli ai mondiali dell’82. Urla, salta, festeggia. Vado a ricevere il Premio e a fare le foto di rito. Un giuria entusiasta mi onora di una recensione splendida e centrata, con Lucia Carpignani ci baciamo senza esserci mai visti prima, in un moto di entusiasmo spontaneo e reciproco. La sua emozione è quasi più forte della mia, mi confessa di avere ormai SIN nelle vene, quasi come una droga benevola che crea assuefazione. La mia emozione si mescola alla commozione, mi sembra di essere a casa, in mezzo a gente conosciuta da sempre, ma in realtà appena incontrata. Solo l’orario ci impedisce una pizzata tutti assieme (autori, amici, giurati, organizzatori) e ci costringe a dover rientrare a casa, dopo una cena veloce a Salerno.

Una volta tornati, non riesco a dormire. Accendo il Pc, scorro le notifiche sul cellulare e mi accorgo che tanti amici hanno vissuto l’evento quasi stessero lì con me. Cinzia Pizzo, con cui ci siamo messaggiati subito. Ciro Pinto, fratello di penna, con cui tutto è splendidamente condiviso. Juliana, Lu, Deborah e altri. Insomma, un mondo di persone fantastiche, di amici, che mi hanno dimostrato di vivere insieme, di palpitare delle stesse sensazioni.

Talvolta mi viene chiesto perché scrivo… oggi la risposta è più chiara che mai: per vivere giornate come queste! 🙂

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